Paolo Fossati

 

             

 

 

Seven Reef, il Mar Rosso dell'Arabia Saudita

 

Saudi Arabian Air linesSeven ReefAll’uscita dell’aeroporto l’odore di spezie invade l’aria, calda e umida, originando una sensazione epidermica ed olfattiva inconfondibile ed indimenticabile. Nonostante l’ora tarda fervono attività di ogni tipo ed il bus che da Jeddah porta a Yanbu, offre uno spaccato autentico di vita del paese, lungo 350 chilometri. La temperatura notturna di 31 gradi suggerisce il motivo di un tale brulicare di vita, assolutamente inusuale per le nostre abitudini: di giorno, con il sole cocente (anche se siamo in ottobre) è quasi impossibile svolgere attività all’aperto. I sauditi trascorrono le giornate nei locali commerciali o tra le mura domestiche, rese vivibili, ovunque, da impianti di aria condizionata. Per strada filippini e pakistani, soprattutto, a svolgere la maggior parte dei lavori rifiutati dai fortunati locali, che hanno fatto del petrolio una ricchezza, per ora, inesauribile. Il viaggio per il porto d’imbarco è lungo ma reso molto confortevole da un capace bus dove ci spaparanziamo dormicchiando. I tipici ritmi musicali accompagnano il dormiveglia, pensieri razionali ed onirici si accavallano, fino al porto d’imbarco, dove il Dream Voyager ci aspetta per una crociera, che si rivelerà bellissima. La destinazione del nostro viaggio sono i Seven Reefs, una serie di formazioni coralline poste ad una trentina di miglia dalla costa, a sud di Yambu. La zona è poco frequentata, lontana dall’affollamento omai consueto dei reef egiziani. L’unica imbarcazione da crociera che frequenta questo tratto di mare è la nostra. In una settimana abbiamo avvistato un solo piccolissimo peschereccio di filippini. Per il resto una straordinaria tranquillità, cullata da una brezza gentile che mitiga il caldo e riduce l’umidità. I punti d’immersione ai Seven Reefs sono identificati col numero del marker che segnala la presenza di un bassofondo. I fondali sono tra i più integri del Mar Rosso, e direi del mondo intero, con una varietà di coralli ed una ricchezza di specie che solo l’area indonesiana supera, in alcuni casi. Pochi sono i punti ridossati per dormire; solo due, Abu Galawa e il Marker 32, sono sfruttabili anche in condizioni meteo difficili. Questo rende una crociera ai Seven Reefs avventurosa e intrigante. Le caratteristiche geomorfologiche dei fondali sono favorevoli allo sviluppo di una vita sottomarina rigogliosa. Nella sua complessità la parte superficiale dei reefs descrive una forma ellittica, quasi si trattasse di un’enorme bocca di vulcano. Alcuni reefs sono molto piccoli, altri enormi, tutti accomunati da pareti a strapiombo che cadono fino a 60-80 metri di profondità ed oltre. Le correnti sono variabili come direzione ed intensità, rendendo a volte difficile la programmazione di un’immersione. Le situazioni idrodinamiche sono comunque ripetitive, perché la corrente si spacca in due scontrandosi col reef e prosegue lungo le sue pareti laterali, riunendosi alla fine del reef stesso. Quindi s’inizia l’immersione in favore di corrente e si termina a ridosso, nel punto di maggior stanca. I punti più ricchi di vita sono le estremità del reef, dove la corrente è più intensa. Questi, purtroppo, sono anche i punti più difficili da raggiungere, per cui un buon allenamento fisico sarà di grande aiuto. Durante le immersioni il tender del Dream Voyager è sempre operativo, un buon palloncino di risalita sarà più che sufficiente per segnalare ogni risalita in un punto non convenuto evitando qualsiasi imprevisto legato a cambi di corrente e situazioni d’emergenza. Il ritmo d’immersione è intenso, una ogni tre ore all’incirca, ognuna seguita da un break culinario abbondante. S’inizia alle ore 8 del mattino per terminare alla stessa ora della sera. My Dreams VoyagerMy dreams VoyagerSono molti i punti d’immersione ma i fondali sono simili tra loro, disseminati su una lunghezza di circa 12 miglia. Le immersioni più settentrionali rivelano reefs più ricchi ed integri di quelli meridionali. Branchi di squali martello sono facilmente avvistabili sul versante sud di Abu Galawa, al Marker 39 ed al Marker 44 (Sha’ab Suflani). Inoltre è costante la presenza di branchi di barracuda. Descrivo un paio di bellissime immersioni, che sono la sintesi di tutte le altre per quanto riguarda vita di barriera e incontro di grandi pelagici.